Roma, 8 apr. - (Adnkronos) - ''Fa sorridere l'accusa che ci viene contestata. La nostra fu una 'passeggiata futurista', un atto magari 'forte' ma certamente privo di qualunque implicazione violenta. Un gesto dimostrativo, che ritenemmo necessario per interrompere la violenza, quella sì, nei confronti di ragazzi di 16, 17 anni, il cui volto venne mostrato in tv per accreditare una ricostruzione, peraltro sbagliata come si dimostrò in seguito, di quanto era avvenuto a piazza Navona''. Ad affermarlo all'ADNKRONOS è Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, che così commenta la conclusione delle indagini riguardanti l''incursione' di alcuni militanti di Cpi negli studi televisivi della Rai in via Teulada la notte del 4 novembre del 2008.''Il senso del nostro gesto era interrompere un gioco al massacro. Inconsapevolmente, infatti, e senza rendersi conto di quanto quelle immagini potessero mettere a rischio dei ragazzini nemmeno maggiorenni che ogni giorno si trovavano a fare politica nei licei, anche in quelli 'ostaggio' della sinistra antagonista organizzata - spiega Iannone - la trasmissione faceva il gioco di chi voleva far passare l'idea che quei giovani che fino a poche ore prima erano in piazza a gridare 'né rossi, né neri ma liberi pensieri' a un certo punto, senza motivo, avessero iniziato ad aggredire gli studenti con i quali, anche pensandola diversamente, fino a poco prima erano stati fianco a fianco a protestare contro la riforma Gelmini. Una cosa assurda, smentita dalle immagini del 'video-verità' sugli scontri e dalle stesse indagini, che dimostrarono come a piazza Navona ci fu un'incursione organizzata di militanti trentenni dei centri sociali che volevano spezzare l'unità del movimento studentesco''.
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